Page 169 - I Giardini dei Devoti Vol 1 & 2

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202. Da Abû Khubayba °AbdAllah ibn az-Zubayr – che Allah sia soddisfatto
del padre e del figlio.
Quando prese posizione alla giornata del Cammello, az-Zubayr (che Allah sia
soddisfatto di lui) mi chiamò, e accorsi al suo fianco; disse: “Figlio mio, oggi
non sarà ucciso che chi ha commesso o subito iniquità; e quanto a me, altro
non mi si dà a vedere se non che oggi sarò ucciso quale vittima d’iniquità; e
mia più grande pena è il mio debito; ritieni che il debito che abbiamo lascerà
qualcosa dei nostri beni? – quindi disse -: figlio mio, vendi i nostri beni e
onora il mio debito”; e stabilì il legato di un terzo, di cui un terzo ai suoi figli,
cioè ai figli di °AbdAllah ibn az-Zubayr – il terzo del terzo. Disse: “Se avanzerà
qualcosa dei nostri beni dopo che sia stato onorato il mio debito, un terzo vada
ai tuoi figli”. Hisâm disse: e i figli di °AbdAllah, Khubayb e °Abbâd erano
coetanei di alcuni dei figli di az-Zubayr, che all’epoca aveva nove figli e nove
figlie.
°AbdAllah proseguì: E prese a raccomandarmi il suo debito, e diceva: “Figlio
mio, se vi resterai esposto per qualche cosa, chiedi l’aiuto del mio Patrono”. –
Disse -: E, per Allah, non sapevo cosa intendesse, e alla fine chiesi: “Padre, chi
è il tuo Patrono?”; rispose: “Allah”. E disse: E, per Allah, non caddi in
difficoltà per il suo debito senza che invocassi: “Patrono di az-Zubayr, onora il
suo debito”, e lo onorava. – Proseguì -: az-Zubayr fu ucciso, senza lasciare né
dinâr né dirham, salvo delle terre, tra cui quella di al-Ghâba, undici case a
Madinah, due a Basra, una a Kûfa e una al Cairo. L’origine del debito da cui
era oberato stava soltanto nel fatto che, a chi venisse da lui con dei beni a
pregarlo di tenerli in deposito, az-Zubayr diceva: “No, ma lo considero invece
un prestito, perché ne temo la perdita”. E non resse mai un governatorato, né
l’appalto del kharâj
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, né alcuna altra carica; nient’altro che il fatto di essere
stato in spedizione col Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di
lui), o con Abû Bakr, °Umar e °Uthmân (che Allah sia soddisfatto di loro).
°AbdAllah proseguì: calcolai l’ammontare del suo debito, e trovai che era di
due milioni e duecentomila. Hakîm ibn Hizâm incontrò °AbdAllah ibn az-
Zubayr e chiese: “Figlio di mio fratello, a quanto ammonta il debito di mio
fratello?”. Glielo nascosi e dissi: “Centomila”; Hakîm disse: “Per Allah, non
credo che i vostri beni siano tali da farvi fronte!”. E °AbdAllah: “E che diresti
se fossero due milioni e duecentomila?”; “Non credo che possiate farcela –
rispose -; ma, se vi restate scoperti per qualche cosa, rivolgetevi a me”. –
Continuò -: Az-Zubayr aveva acquistato al-Ghâba per 170.000; °AbdAllah la
contrattò per 1.600.000, e quindi proclamò: “Chi abbia qualche credito nei
confronti di az-Zubayr, venga da noi in al-Ghâba”. E venne da lui °AbdAllah
ibn Ja°far, il cui credito nei confronti di az-Zubayr ammontava a 400.000, e
che disse: “Se volete, ve lo abbuono”; ma °AbdAllah rispose: “No”. Egli
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La tassa imposta sulle proprietà fondiarie.