Page 29 - I Giardini dei Devoti Vol 1 & 2

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indicarmi a lui, sicché venne da me, e mi rimise una lettera del Re di Ghassân
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– io ero scriba –, la lessi, e questa diceva: "Ci è arrivata notizia che il tuo
signore ti tratta duramente; Iddio non ti ha posto in stato di infamia e di
rovina; raggiungici, e noi ti conforteremo". Andai alla fornace e la buttai.
Passarono quaranta dei cinquanta giorni, e la rivelazione tardava a venire,
quand'ecco che il messo del Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah
su di lui) venne da me, e disse: "Il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di
Allah su di lui) ti ordina di separarti da tua moglie". Chiesi: "La devo
ripudiare, o che altro devo fare?". Rispose: "No, tientene lontano, e non
accostarla". E mandò lo stesso ordine ai miei due compagni di disgrazia. Dissi
a mia moglie: "Raggiungi la tua famiglia, e resta con loro finché Allah non avrà
manifestato il Suo decreto su questa faccenda". La moglie di Hilâl ibn Umayya
andò dal Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui), e perorò:
"Messaggero di Allah, Hilâl ibn Umayya è un vecchio smarrito, privo di
servitore; ti ripugna che lo serva io?". Egli (pace e benedizioni di Allah su di
lui) decise: "No, ma che non ti si accosti". Lei replicò: "Per Allah, egli non ha
più stimolo per nulla, e, per Allah, non la smette di piangere, dacché gli è
successo questo caso, fino ad oggi".
Qualcuno della mia famiglia mi disse: "Se anche tu avessi fatto richiesta al
Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui) di tenere tua
moglie, considerando che egli ha permesso alla moglie di Hilâl ibn Umayya di
servirlo!". Ribattei: "Non chiederei mai il permesso al Messaggero di Allah
(pace e benedizioni di Allah su di lui); che cosa mai mi permetterebbe di
conoscere quel che direbbe il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah
su di lui) se gli chiedessi tale permesso, essendo io un uomo giovane?". E
restai così per dieci notti, e maturarono per noi le cinquanta notti dacché era
stato vietato di rivolgerci la parola. Il mattino successivo alla cinquantesima
notte feci la salât dell'alba in una delle nostre case, e stavo nella situazione che
aveva designato per noi Allah Altissimo: il mio animo era angustiato, e la terra
s'era fatta stretta su di me, per quanto spaziosa essa sia. Sentìi una voce
squillante che si levava al di sopra del monte Sal°, e diceva sul tono più alto:
"Ka°b ibn Mâlik, rallegrati!". Allora mi prostrai in adorazione, e seppi che era
venuto il sollievo; il Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di lui)
annunciò al popolo il perdono di Allah Potente e Glorioso su di noi quando
fece la salât dell'alba, e la gente venne a rallegrarsi con noi portando la buona
notizia; e andarono dai miei due compagni di disgrazia rallegrandosi della
buona novella. Un uomo a cavallo corse da me, ma un corriere degli Aslam
corse nella mia direzione, e salì in cima al monte, e la sua voce fu più rapida
del cavallo. E quando arrivò da me quegli la cui voce avevo sentito rallegrarsi
nel darmi la buona notizia, mi sfilai per lui delle mie due vesti, e ne lo rivestìi
quale premio per il suo lieto annunzio; e, per Allah, all'epoca non possedevo
altro che quelle due; presi a prestito due indumenti e me ne rivestìi, e mi
avviai per recarmi dal Messaggero di Allah (pace e benedizioni di Allah su di
lui); la gente mi si faceva incontro a frotte, rallegrandosi con me del perdono,
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Principato arabo cristiano – monofisita ", costituito su base tribale, e vassallo dell'Impero
bizantino; suo centro era la zona a Sud"Est di Damasco, in Siria; il "re" di cui si parla qui era
probabilmente Jabala ibn al"Ayham, che fu sconfitto alla battaglia di Yarmuk nel 637 insieme
alle truppe bizanticne; sottomessosi al Califfo °Umar (che Allah sia soddisfatto di lui), abiurò
e ritornò in territorio bizantino. I Ghassanidi avevano una residenza a Mecca, nei pressi della
Ka°ba, in virtù della loro affiliazione ai Banû Asad, Quarayshiti.